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Stomatite nei bambini: sintomi, cause e cure

Coinvolge le mucose della bocca (colpendo quindi palato, gengive, labbra, lingua…), presenta vescicole dolorose, probabile comparsa di afte, provoca un aumento della secrezione della salica, l’ingrossamento dei linfonodi, nonché un rialzamento febbrile.
Stiamo parlando della stomatite, ovvero di un’infezione acuta dolorosa, quanto fastidiosa, soprattutto durante la masticazione. Se poi parliamo della stomatite nei bambini, non c’è genitore che tenga. Nelle prossime scopriremo a riconoscerla nelle sue varie forme e come curarla.

Stomatite nei bambini: le forme più comuni

Ulcerosa, catarrale, aftosa, da antibiotici, erpetica… L’infiammazione acuta in questione può manifestarsi in più forme, a volte difficili da riconoscere. A tal proposito, ecco cosa dice la dottoressa Susanna Esposito:
Vi sono infatti gengivo-stomatiti – che possono essere causate da molteplici virus, tipo l’adenovirus o l’enterovirus – che si manifestano con mal di gola, bollicine e talvolta lieve rialzo febbrile, non superiore a 38°; abitualmente più seria è, invece, la stomatite erpetica, che è provocata dal virus dell’herpes simplex di tipo 1.

Stomatite erpetica primaria: i sintomi

L’ingrossamento dei linfonodi, l’aumento della salivazione, la comparsa di febbre (anche al di sopra dei 39°), delle vescicole a grappolo in più punti del cavo orale, come sulla mucosa delle guance, sulla lingua, sulle gengive, sul labbro sono tra i disturbi più frequenti per chi contrae la stomatite erpetica per la prima volta, e che provocano non poco dolore al bambino. Si tratta di un’infezione primaria molto debilitante.

Una volta contratta, il virus dell’herpes si “cristallizza” nei gangli nervosi, per poi riattivarsi in alcuni soggetti predisposti. Potrebbe bastare l’esposizione ai raggi UV, o un periodo di calo di difese immunitarie o ancora di stress emotivo, e la stomatite è (ri)servita (pur se in forma meno invasiva)!

La Dott.essa Esposito aggiunge: “Nelle riattivazioni però dà origine a disturbi molto più lievi, limitati alla comparsa di afte nel cavo orale o, nei più grandicelli, di vescicole sul labbro (l’herpes labiale).”


Stomatite nei bambini: come si trasmette?

Dietro l’insorgere di tale infezione vi possono essere più cause, quali l’actinomicosi orale, la gengivite acuta, herpes simplex, carenza di ferro, immunodeficienza e chi più ne ha, più ne metta.

Nello specifico, la stomatite nei bambini (ma questo vale anche per i più grandi) si trasmette attraverso goccioline di salive o per via respiratoria, sia per contatto diretto che indiretto con il piccino portatore di virus.

Onde evitare contagi con altri membri della famiglia, è infatti consigliabile non usare le stesse tovaglie o asciugamani e prestare più attenzione all’igiene del bambino o del neonato.
E a proposito di attenzione, osserva bene il tuo bambino in questa fase. Ad esempio, evita di fargli succhiare il dito magari nel tentativo di alleviare il dolore alla bocca. Tale gesto potrebbe portare alla diffusione di ulteriori vescicole sul volto, sul collo, sul torace ed altre parti del corpo.

Stomatite nei bambini: come si cura?

In linea generale, le gengivo-stomatiti non necessitano di particolari trattamento, dal momento che svaniscono “spontaneamente”. Tuttavia, Susanna Esposito consiglia: “Solo se si tratta di una stomatite erpetica primaria e il bambino appare molto abbattuto, con numerose vescicole e difficoltà ad alimentarsi, può risultare utile una terapia antivirale con aciclovir da somministrare per bocca o per via endovenosa, che riduce l’intensità e la durata della sintomatologia.

È bene iniziare la terapia antivirale entro 48 ore dalla comparsa dell’infezione e continuarla per 5 giorni. Al contempo, tieni a mente che si tratta di una terapia valida solo in caso di stomatite primaria, e non nelle recidive, e fa il suo effetto se l’infezione stessa è causata dall’herpes simplex (e non da altri virus). Per le altre forme di stomatite o per le recidive, l’esperta suggerisce di: applicare localmente delle pomate a base di aloe vera, che hanno un effetto antidolorifico locale, e somministrare cibi freschi in forma semiliquida.

N.B. Non vi è una durata standard di incubazione per questa malattia. Può variare da 2 a 12 giorni e il bambino essere contagioso da 2 giorni prima della comparsa delle prime vescicole fino alla loro completa guarigione. Si raccomanda di farlo rientrare a contatto con il “mondo” solo dopo la totale scomparsa delle bollicine.

Cosa fare se il bambino non vuole mangiare?

Quando il piccino contrae la stomatite, una delle preoccupazioni che mette in allarme tutte le mamme è: cosa faccio se non mangia? A tale quesito risponde nuovamente la Dott.essa Esposito:
Anche se il bambino si nutre poco per una decina di giorni non ci si deve preoccupare, ed è inutile forzarlo a mangiare, perché per lui il passaggio del cibo in bocca, specie se caldo, è molto doloroso.

Nella fase più critica, come suggerisce la stessa esperta, puoi provare ad offrirgli del latte, yogurt, gelato, in altre parole qualcosa di freddo. Tuttavia la cosa più importante è farlo bere, onde evitare la disidratazione. Quindi, ben vengano succhi di frutta, acqua o bevande zuccherate. Man mano che le fastidiose vesciche iniziano a guarire, prosegui con cibi semiliquidi, facili da ingoiare.

Stomatite nei bambini: quanto dura?

Quantificare con esattezza la durata di questa malattia non è propriamente fattibile. In linea generale, la guarigione della stomatite erpetica avviene dopo circa 15-20 giorni (la fase peggiore dura 3-4 giorni ed entro 7 giorni massimo febbre e lesioni iniziano a svanire).
Quando la malattia si presenta in altre forme, la febbre dura non più 4 giorni e la guarigione completa avviene anche in meno di 10 giorni.

Per quanto debilitante sia, la stomatite non costituisce di per se un pericolo per il tuo piccino. Una volta passate le fastidiose bollicine, inizierà a mangiare normalmente e a recuperare le forze, tornando così il bambino di sempre.

 

fonte foto: riza.it

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