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Pertosse bambini: sintomi e vaccinazioni

La pertosse, definita e conosciuta anche come tosse canina, è un’infezione delle vie respiratorie causata da un batterio, il Bordetella pertussis. Ad essere colpiti sono soprattutto i piccoli con età inferiore ai 6 mesi, privi ancora di vaccinazioni, e i bimbi dagli 11 ai 18 anni, privi ormai di immunità. È una malattia contagiosa, la cui trasmissione avviene solitamente per via aerea tramite piccolissime gocce di saliva emesse con un colpo di tosse, con uno starnuto o più semplicemente comunicando.

Molto spesso i genitori si chiedono quali siano i sintomi e le vaccinazioni da fare quando il bambino ha la pertosse. Per la sua importanza oggi ci occuperemo di questa malattia, rispondendo alle vostre domande.

La pertosse, cos’è?

Innanzitutto cerchiamo di capire di cosa si tratta. È una malattia infettiva contagiosa che guarisce, in assenza di complicazioni, in un paio di mesi. I primi sintomi sono molto simili a quelli del raffreddore:

  • Naso che cola
  • Starnuti
  • Tosse lieve
  • Febbre lieve

Due settimane dopo, la tosse da secca e lieve si trasforma in convulsiva. In questi casi gli episodi possono anche durare più di un minuto e causare problemi anche alla deglutizione. Dopo un attacco solitamente segue una ispirazione profonda e rumorosa. Dopo altre due settimane inizia, con il lento regredire della tosse, la fase di convalescenza.

Frequenza e rischi della pertosse

In Italia, almeno fino agli anni ’90, si calcolavano circa 13mila casi che soltanto con la vaccinazione si sono nel tempo ridotti di numero fino al 2009/2010, periodo in cui i casi registrati erano circa un migliaio nell’arco dei 12 mesi. È sintomatico però che soprattutto negli ultimi anni i vaccini contro la pertosse stiano diminuendo con una conseguente crescita, secondo gli esperti, dei ricoveri in ospedale per pertosse soprattutto di bambini.

In generale, il 20% dei casi conclamati di pertosse prevede il ricovero ospedaliero. Nei bimbi al di sotto di un anno può provocare serie complicanze ed effetti collaterali come: emorragie nasali dovute alla tosse, polmonite e broncopolmonite, encefalopatia, otite media. Morte in uno o due casi su 1000.

Il vaccino per la pertosse, quando farlo

Il vaccino per la pertosse, presente come vaccino cellulare, contenente cioè in sé il batterio intero, esiste fin dagli anni ’50 e si è evoluto intorno agli anni ’90 come vaccino acellulare, presentando soltanto la parte del batterio capace di risvegliare e stimolare il sistema immunitario ad una pronta reazione.

Questo nuovo tipo di vaccino, che presenta un numero minore di effetti collaterali, viene solitamente abbinato con il vaccino contro la difterite e il tetano, o nella soluzione esavalente, un vaccino che viene somministrato ai piccoli e che copre sei diverse tipologie infettive.

Questo vaccino ha un’efficacia dell’85% che va diminuendo con il passare del tempo, motivo per cui è importante effettuare periodicamente i richiami previsti. Anche nei casi in cui la copertura non è totale, la pertosse però si manifesta in modo più leggero nei soggetti che hanno fatto il vaccino rispetto a coloro che ne sono privi.

Vi sono casi in cui è opportuno fare il vaccino, altri no. I bambini al di sotto dell’anno di età, ad esempio, possono essere vaccinati: si tratta di tre sedute che si effettuano quando il bambino ha tre, cinque e dodici mesi. I richiami invece si fanno a 6 e 14 anni mentre in un adulto è opportuno fare un richiamo per la pertosse ogni 10 anni circa.

È altamente sconsigliato per i soggetti allergici a uno dei suoi componenti o che presentano una grave malattia. Anche in caso di problemi neurologici è opportuno procedere con cautela e solamente se sono stabili e noti.

Gli effetti collaterali del vaccino

Circa la metà dei piccoli che si sottopongono a vaccino hanno una lieve reazione a questo che si evidenzia e viene meno nel giro di 48 ore. Soltanto in uno o due casi su 10mila si presentano convulsioni dovute alla febbre e soltanto in un caso su un milione si ha uno shock anafilattico, ovvero una grave e a volte letale reazione allergica. A questo proposito è comunque opportuno sottolineare che i centri in cui si effettuano i vaccini sono adeguatamente provvisti di attrezzature per affrontare un’eventuale emergenza.

Coloro che non sono favorevoli al vaccino hanno trovato una relazione tra l’epilessia e la SIDS, ovvero la sindrome della morte in culla, con il vaccino contro la pertosse. In realtà il riferimento è al vaccino cellulare, non a quello acellulare, ma gli studiosi non hanno avuto alcun riscontro, neanche in questo caso, su un eventuale legame reale tra questi episodi.

È opportuno vaccinare i bambini? Sì, fallo. Diversi studi, a sostegno di questa tesi, dimostrano infatti che i vaccini salvano ogni anno la vita a tre milioni di bambini. Ricordati che la prevenzione è importante.

La pertosse, definita e conosciuta anche come tosse canina, è un’infezione delle vie respiratorie causata da un batterio, il Bordetella pertussis. Ad essere colpiti sono soprattutto i piccoli con età inferiore ai 6 mesi, privi ancora di vaccinazioni, e i bimbi dagli 11 ai 18 anni, privi ormai di immunità. È una malattia contagiosa, la cui trasmissione avviene solitamente per via aerea tramite piccolissime gocce di saliva emesse con un colpo di tosse, con uno starnuto o più semplicemente comunicando. Molto spesso i genitori si chiedono quali siano i sintomi e le vaccinazioni da fare quando il bambino ha la…

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