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Come gestire i capricci dei bambini

Come gestire i capricci dei bambini: 20 consigli per te

Gestire i capricci dei bambini è un’impresa da titani, ammettiamolo. Quante volte in preda ad un momento di nervosismo ti sei chiesta: ma come devo fare? Non è facile, lo sappiamo.

Pianti sfrenati, urla, calci, pugni e schiaffi, sono solamente alcuni dei comportamenti che i bambini, viziati da coloro che li accompagnano durante la crescita e nel momento di formazione del carattere, attuano quando fanno i capricci perché vogliono ottenere qualcosa.

Allora oggi rispondiamo ad una domanda che molti genitori si pongono frequentemente. Come gestire i capricci dei bambini? Ecco per te 20 pratici consigli, che ti aiuteranno a sopravvivere alle bizze del tuo pargolo, provare per credere.

Non urlare

I bambini, soprattutto quando sono piccoli, hanno bisogno di essere guidati con mano ferma e decisa. Fornisci loro delle regole, non tantissime, ma che siano chiare e accompagnate da atti inequivocabili e facilmente comprensibili. Tutto questo non si ottiene con un tono della voce alto, non è necessario che tu sia Pavarotti per farti ascoltare da tuo figlio. Non lasciar che ti senta arrabbiata, disperata o sfinita, sii calma e sicura, puoi farcela.

Capricci e necessità

È indubbio che siano due cose completamente diverse, attenzione a non confonderle. Il pianto o la semplice intonazione possono essere modi per indicare bisogni diversi quali la fame, un dolore, una necessità o semplicemente il desiderio di qualcosa. Sta a te distinguere le richieste importanti da quelle che lo sono in misura minore.

Premialo quando si comporta bene

Prova a indirizzare il tuo bambino verso un comportamento idoneo con un premio quando si comporta bene invece che punirlo quando si comporta male. Stai attenta però a non esagerare con i doni, perché se ottenuti troppo facilmente possono farti raggiungere lo scopo contrario, facendo sì che perdano il loro motivo di essere, ovvero una gratificazione, una ricompensa.

Mai cedere ai suoi capricci

Cedere davanti al pianto di tuo figlio perché vuole ottenere qualcosa non è una cosa buona. È un atteggiamento che instaura un circolo vizioso dal quale, per svariati motivi come la stanchezza, risulta difficile uscire in un secondo momento. A volte il decidere di “non intervenire” in questi specifici casi è già una valida risposta oltre che una chiara linea educativa.

Fame o sonno? Arriva il capriccio

Che sia un bambino o un adulto, lo sbalzo ormonale dovuto alla carenza di cibo colpisce tutti, così come il sonno e la stanchezza agiscono sulla sensibilità generando diverse reazioni. Ti consigliamo quindi di avere pazienza e di essere tollerante soprattutto con i bambini che hanno un ciclo di sonno/ veglia o esigenze alimentari che sono diverse da quelle di un adulto.

Osserva e valuta di volta in volta

Osserva, valuta e soprattutto abbi tanta, a volte ne serve moltissima, pazienza. Un buono spirito di osservazione ti aiuterà ad affrontare meglio il capriccio e magari, in alcuni casi, a prevenire reazioni eccessive del piccolo, come urla e pianto irrefrenabile.

Non sempre il capriccio nasce dal desiderio di un oggetto

Il tuo bambino non vive soltanto a casa con te. Quando va al nido e sta con i suoi compagni o con le maestre possono crearsi delle situazioni di difficoltà o disagio tali da generare capricci che si esplicano nell’immediato a scuola o successivamente quando, tornati a casa, motivi banali portano a gallo quanto accaduto precedentemente. Considera, quindi, che a volte dietro un capriccio c’è a monte un’altra motivazione.

Coerenza ed educazione vanno di pari passo

Rimproverare un bambino per una cosa e la volta successiva non farlo, genera confusione. Mettere in punizione o non farlo, rimproverare o dialogare, patteggiare o essere ferrei, sono tutte cose che non vanno decise sul momento, né tanto meno con il bambino, perché creano incertezza e confusione. È opportuno quindi che mamma e papà si mettano d’accordo prima e ribadiamo, in separata sede, su quella che dovrà essere la linea educativa da seguire per il proprio bambino.

Cambia il tuo approccio

Anche se piccolo, un bambino ha comunque in sé un mondo di complessità che lo identificano così come le ha un adulto. Prova a cambiare il tuo modo di rapportarti con lui, trattandolo come il piccolo grade adulto che è. Se una persona adulta accetta i capricci e gli sbalzi di umore di un suo coetaneo addebitando questo tipo di comportamento allo stress del momento, alla situazione poco favorevole o semplicemente alla stanchezza, dovrebbe farlo anche con un bimbo. Anzi, di più.

Il capriccio come conseguenza dello stress?

Sì, il capriccio può essere una chiara conseguenza dello stress, un campanello d’allarme che qualcosa, in famiglia o fuori, non va. Se il bimbo è tendenzialmente sempre pacato e ad un tratto manifesta, con atteggiamenti errati, questo disagio da non sottovalutare.

Mai cedere di fronte ai ricatti

Cogliere al volo l’occasione per ottenere qualcosa è una specialità dei bimbi. La stanchezza di mamma o papà, l’accondiscendenza dei nonni con cui spesso stanno i bambini quando i genitori sono impegnati, sono debolezze ottime da “sfruttare” a proprio vantaggio… e questo i bimbi lo sanno. Anche la mamma che, una volta tornata a lavoro spesso si sente in colpa nei confronti del proprio pargolo per averlo lasciato solo, tende spesso ad essere troppo permissiva concedendo più del dovuto. Stai attenta, accontentare in tutto il bambino non vuol dire fare il suo bene.

Se il capriccio nasce dalla paura

Alcuni capricci sono il frutto di una paura: l’abbandono e il distacco sono i più frequenti. In realtà questi non possono essere definiti propriamente capricci, perché celano in sé un disagio reale che va attenzionato e non sottovalutato.

Bloccare il capriccio subito

Se con un determinato comportamento il bambino riesce ad ottenere ciò che vuole, lo farà proprio e lo userà anche successivamente. Pertanto quando e se il capriccio diviene una forma di controllo nei confronti dei genitori, questo va subito bloccato e ridimensionato, evitando anche di dare continue spiegazioni in merito.

Niente capricci a tavola

Mai assecondare questo capriccio che risulta essere tra i più diffusi. In questo caso forse la soluzione migliore è il classico patteggiamento: mangiane almeno un po’. Se il “non ne voglio” è dettato da una evidente presa di posizione, non cedere.

Dolci e capricci

Tanto apprezzati dai bambini, non è un bene usare i dolci per evitare o controllare i capricci. Non ottenendo lo scopo prefissato, possono suscitare reazioni che non ci aspetteremmo.

I capricci fuori controllo

Alcune situazioni possono facilmente degenerare e portare i bimbi ad avere delle vere e proprie crisi isteriche. Tieni in considerazione che il lato emotivo del bambino non è ancora sviluppato del tutto e che quindi una perdita momentanea del controllo può capitare: la cosa migliore da fare in questi casi è abbracciarlo e fargli capire che gli sei vicino.

Non punire la sua possessività

Spesso i bambini, quando sono particolarmente legati ad un giocattolo o ad un peluche, reagiscono male se lo vedono in mano ad un altro bambino. Non punirlo per questo “capriccio”, ma cerca di distrarlo magari richiamando la sua attenzione su un altro gioco o un’altra attività che lo coinvolga.

Patti chiari e amicizia lunga

Quando il bambino sarà in grado di capire determinati ragionamenti stabilisci con lui il cosiddetto patti chiari. Ecco un esempio pratico: usciamo ma sappi che in quel negozio, oggi, non ti comprerò nulla. Patti chiari… semplice, no? Trovare un accordo prima di uscire eviterà discussioni spiacevoli e aspettative disattese.

Il capriccio pubblico

Quando i bambini fanno i capricci in pubblico, per evitare questa situazione imbarazzante si cede subito al desiderio di turno. Non farlo. Il modo migliore per porre fine al siparietto è ignorarlo. D’altro canto si sa, si va in scena solo c’è un pubblico a seguire lo spettacolo.

Poche regole ma chiare

Evita di porti in modo aggressivo con il bimbo o dandogli semplicemente degli ordini, come ad esempio il “fai questo”. Le coccole, lo scherzo e le risate stimolano la produzione e il rilascio di ormoni che migliorano l’umore e contribuiscono al raggiungimento di uno stato di pace. Il giusto equilibrio tra coccole e regole è il modo migliore per far crescere bene il tuo bambino.

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Gestire i capricci dei bambini è un’impresa da titani, ammettiamolo. Quante volte in preda ad un momento di nervosismo ti sei chiesta: ma come devo fare? Non è facile, lo sappiamo. Pianti sfrenati, urla, calci, pugni e schiaffi, sono solamente alcuni dei comportamenti che i bambini, viziati da coloro che li accompagnano durante la crescita e nel momento di formazione del carattere, attuano quando fanno i capricci perché vogliono ottenere qualcosa. Allora oggi rispondiamo ad una domanda che molti genitori si pongono frequentemente. Come gestire i capricci dei bambini? Ecco per te 20 pratici consigli, che ti aiuteranno a sopravvivere…

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