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come far rispettare regole bambini

Come far rispettare le regole ai bambini

Una delle domande che spesso si pongono mamma e papà è come educare e come far rispettare le regole ai bambini. Non è sicuramente semplice rispondere a queste domande, è meglio essere autoritari o permissivi. La maggior parte degli esperti e degli psicologi sconsigliano entrambi i metodi educativi optando per un atteggiamento autorevole che non sfoci comunque in un comportamento estremista.

Secondo il vocabolario della lingua italiana il termine educare significa “indirizzare qualcuno verso un comportamento” senza soffocarlo con le proprie decisioni. Ecco allora che sia l’affetto che il rimprovero assumono eguale importanza nella formazione del carattere del bambino che per crescere bene e ambientarsi nel mondo, imparando a convivere con gli altri, ha bisogno fin da piccolo di regole ben precise.ca

Poche regole, chiare e precise

Le regole che dai al tuo bambino devono essere adatte alla sua età e non devono comunque essere tantissime, se vuoi che riesca a rispettarle e a farle proprie. Ad esempio per un bambino di circa 3 anni bastano cinque o sei regole inerenti il suo quotidiano, non è necessario averne una lunga lista che per la sua età non potrebbe neanche comprendere.

È necessario che le regole siano discusse prima, e in separata sede, da mamma e papà. In questo non si deve improvvisare strada facendo, né tanto meno discuterne davanti a loro. Se le regole stabiliscono che la sera si va a letto presto e che tutti dormono nel proprio letto, queste direttive vanno rispettate e sta a te, mamma o papà, fare in modo che questo avvenga puntualmente, per non creare nel bambino l’impressione che la regola si applichi solo se si ha voglia o come se fosse in qualche modo negoziabile.

Un bambino di tre anni, per il suo benessere, ha bisogno di dormire dieci ore ogni notte, non di andare a dormire alle 22 di sera o ancora più tardi perché impegnato a giocare. Il farlo andare a nanna presto è una necessità che salvaguardia la sua salute, non un capriccio: ecco quindi che diventa una regola da rispettare.

Ricordati che stabilire regole di comune accordo non significa urlarle né tantomeno imporle senza dare il giusto esempio. Se in famiglia sei abituato a mangiare un panino al volo, possibilmente in piedi e mentre stai facendo altre cose, sarà difficile far rispettare a tuo figlio la regola del “a tavola si mangia seduti e composti”. Allora, prima disciplina il tuo comportamento, solo così potrai essere convincente agli occhi del tuo piccolo.

La spiegazione al bambino di alcune richieste potrebbe essere un altro modo di far accettare e rispettare le regole. Se ad esempio mentre fate una passeggiata in città e dovendo attraversare la strada vuoi che il tuo bambino ti dia la mano spiegagli che lo fai per il suo bene e perché lui non corra il rischio di farsi male. È opportuno che sappia che per certe cose non è ancora in grado di prendere autonome decisioni.

Le regole devono essere adeguate alla sua età

Non dimenticare mai che la regola deve essere adatta all’età del tuo bambino, non puoi esigere di ottenere determinate cose da un bimbo troppo piccolo, né che lui le capisca, perché ogni cosa va fatta a suo tempo. Così ad esempio pensare di poter chiedere ad un bambino di tre o quattro anni di sistemare da solo la sua stanza potrebbe essere eccessivo per lui.

Cerca di scherzare con lui coinvolgendolo magari con una storiella per fargli lavare le mani o per fargli lavare i dentini. Far divertire i piccolini, giocare con loro, è il modo migliore per fargli fare qualcosa.

La coerenza prima di tutto

Alla base di una buona educazionale, funzionale all’obiettivo che ti sei prefissata, vi è la coerenza. Stabilire una regola e poi non farla rispettare, perché ad esempio sei a casa di amici e non vuoi vedere il tuo bambino fare i capricci, non è educativo.

Hai deciso che 20 minuti al giorno di televisione sono più che sufficienti? Spegni il televisore trascorso il lasso di tempo stabilito e non piegarti dietro ad un pianto disperato o ad un capriccio. Non devi cedere per farlo stare zitto, il bambino deve ubbidire per capire che nella vita di tutti i giorni non sempre si può agire e fare come si vuole. Nanna alle 21 dopo la favola? E le 21 siano!

Non pensare che questo sia il comportamento di un genitore rigido, è importante che il tuo piccolo impari che ci sono limiti che non vanno superati.

Quando parli con lui…

  1. non essere vago o impreciso. I bambini hanno bisogno di sapere esattamente cosa possono e cosa non possono fare, cosa devono e cosa non devono assolutamente fare. Quando ti rivolgi al tuo pargolo esortandolo a “fare il bravo” in realtà non gli stai comunicando nulla di preciso, ma generi solo confusione.“Non salire sulla sedia”, “si mangia ciò che si ha nel piatto”, “a letto presto”: questa è comunicazione attiva, chiara e inconfondibile.
  1. Non urlare. Se nonostante le regole il tuo bimbo protesta, piange e urla a squarciagola, non lasciarti impressionare e non scendere al suo livello. Se urli, spesso alla fine anche più del tuo piccolo, quest’ultimo ti percepirà come “una strega cattiva” e la figura di mamma verrà meno. Prova a prenderlo in contropiede abbassando il tono della tua voce e quindi attuando una diversa strategia di comunicazione.
  2. Se il bambino si arrabbia, accetta la sua emozione e mostragli la tua vicinanza. È importante far capire al bambino che ci sono modi diversi di gestire la rabbia, non solo con le urla. Se è arrabbiato per qualche motivo lascia che esprimi il suo sentimento con la consapevolezza che comunque non si può fare diversamente. Spiegagli che tu capisci che lui voglia guardare la televisione per più tempo del previsto, ma è ora di andare a fare i compiti e quindi non è possibile guardare un altro programma.Bisogna insegnare al piccolo a riconoscere e a dare un nome alle proprie emozioni, solo così si potranno affrontare.
  1. Le emozioni che si provano vanno comunicate. Non esistono vie di fuga in questo, è importante riconoscere le emozioni del bambino tanto quanto comunicare le proprie. Se l’aver visto tuo figlio fare i capricci ti è dispiaciuto, è giusto dirlo. Non tacere, dire la verità in tono pacato è sempre meglio che dirgli “sei stato monello” per poi sentirti in colpa e consolarlo. Questo è certamente un comportamento che genera confusione nel bambino.

Premialo se fa il bravo

Se è giusto rimproverarlo quando trasgredisce una regola è altrettanto equo riconoscere e lodare il suo impegno quando tenta di rispettarla. Sottolineare che si è comportato bene rinforzerà in lui questo atteggiamento e spontaneamente lo riproporrà anche in seguito. Infatti, la “soddisfazione” di aver reso felice mamma e papà lo spingeranno a ripetere e reiterare questo tipo di atteggiamento nel tempo.

Chiarezza, semplicità e coerenza sono le tre parole magiche per aiutare il tuo bambino a diventare un giovane adulto capace di comprendere cosa è giusto fare e cosa no, che lo aiuteranno a diventare il buon cittadino di domani.

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Una delle domande che spesso si pongono mamma e papà è come educare e come far rispettare le regole ai bambini. Non è sicuramente semplice rispondere a queste domande, è meglio essere autoritari o permissivi. La maggior parte degli esperti e degli psicologi sconsigliano entrambi i metodi educativi optando per un atteggiamento autorevole che non sfoci comunque in un comportamento estremista. Secondo il vocabolario della lingua italiana il termine educare significa “indirizzare qualcuno verso un comportamento” senza soffocarlo con le proprie decisioni. Ecco allora che sia l’affetto che il rimprovero assumono eguale importanza nella formazione del carattere del bambino che…

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