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Come essere un bravo papà: consigli utili

Le madri dicono sempre che quello dei genitori sia il mestiere più difficile del mondo. La penseranno così anche i padri? Come essere un bravo papà oggi? Fin troppo spesso troviamo in giro guide o articoli dedicati alla maternità, mettendo quasi in secondo in piano l’importanza della paternità. Ma del resto, quando nasce un bambino, nascono anche una mamma e un papà, quindi sono entrambi protagonisti indiscussi di questa meravigliosa esperienza.

Oggi proveremo a rispondere alla fatidica domanda: come essere un bravo papà? Scoprirai che non è proprio una passeggiata, ma passo dopo passo, con amore e dedizione, ti renderai conto che non è poi così impossibile.

I papà: ieri e oggi

Preoccupazioni finanziarie, emotive, sul benessere fisico della compagna e del bambino, sulla fiducia in se stessi e sul cambiamento dello stile di vita in generale: ecco, sono questi i fattori con cui ogni papà che si rispetti fa i conti. Quella della paternità è una delle sfide più impegnative che un uomo possa affrontare, ma è anche una delle più belle.

Un tempo, il padre aveva un ruolo ben preciso all’interno della famiglia; il suo compito era soprattutto quello di portare il “pane quotidiano” a casa, mentre la madre era l’addetta ufficiale alla cura e crescita del bambino. Una volta raggiunta la fase dell’adolescenza, il papà diventava più presente nella vita del figlio, ormai “pronto” ad essere guidato nel mondo del lavoro (e non solo). Oggi le cose sono un po’ cambiate e la paternità non è più sinonimo di “padre-padrone”, autorità o addirittura “depositario della legge”.

Oggi i papà sono innanzitutto più presenti e partecipi alla crescita del piccolo erede, nonché più coinvolti, appassionati al loro ruolo. Ed è quanto emerge da un importante studio Eurispes mirato a delineare la figura paterna odierna, e condotto su un campione di oltre 2.000 persone. A tal proposito, vogliamo riportarvi le parole dello psicoterapeuta e psichiatra Gustavo Pietropolli Charmet:
Siamo di fronte a padri che non vogliono essere percepiti dai figli come lontani, assenti e rigidi nelle loro decisioni. Come emerge anche dal sondaggio Eurispes, è evidente che la maggioranza dei papà italiani non intende il proprio ruolo solo simbolicamente. Ci vuole davvero essere, e tanto, in famiglia. La relazione con i figli, fin dalla tenera età, si basa sulla fiducia e sull’affetto, si erge sulla prudenza e nell’imposizione dei modelli.

Dalla stessa ricerca emerge anche che tanti padri sono accomunati dalla voglia di condividere viaggi, esperienze, giochi, sport e il tempo libero con i loro figli. Al contempo, vi sono altri padri quasi convinti di potersi sostituire in tutto e per tutto alle madri, ma attenzione, non è la via giusta e così facendo si rischia di andare fuori strada. È quindi importante che ognuno rispetti il suo ruolo!


Come essere un bravo papà? Ecco 3 regole d’oro

Educare è davvero difficile e uno dei problemi più ricorrenti di oggi è che molti padri non hanno un modello a cui ispirarsi, e rispondere alla domanda su come essere un bravo sembrerebbe quindi ancora più difficile. Eppure, per guadagnarsi la fiducia e l’autorità dei figli, per essere ascoltato e per guidarli nella loro crescita, un buon papà deve innanzitutto seguire queste tre regole d’oro:

  • Un padre deve esserci, anche se fisicamente lontano da casa. In altre parole, deve sempre far sentire la sua presenza e le sue attenzioni sulla famiglia;
  • Un padre deve essere coerente, e non cambiare idea o far finta di nulla all’occorrenza. Una mancanza di coerenza è segno di mancata responsabilità, oltre a risultare inattendibile agli occhi del bambino;
  • Un padre dovrebbe avvertire la paternità come un qualcosa che caratterizza e arricchisce la sua esistenza di uomo adulto;

Le cose che un bravo papà deve evitare

Il mettersi in gioco, il porsi delle domande sullo stile educativo, la voglia di interpretare correttamente le esigenze dei figli (soprattutto se preadolescenti o adolescenti), la ricerca di informazioni o di un confronto, sono tutte cose che un qualsiasi padre dovrebbe fare. Ecco invece cosa non dovrebbe fare:

  • Non deve proiettare le sue aspirazione sul figlio. Ricorda che tuo figlio è diverso da te, con un proprio carattere e le proprie aspirazioni;
  • Non deve trascurare l’importanza dell’ascolto. Già a 7-8 anni i bambini hanno le loro convinzioni e i loro gusti, forti indicatori di personalità. Impara a dargli ascolto, presta attenzione ai giudizi (su un gioco, un film, una persona ecc.), e assecondale;
  • Non deve sottovalutare i giochi. Se c’è un modo sano per comunicare vicinanza e condivisione, quello è senz’altro il gioco, in tutte le sue forme. Il gioco fisico, ad esempio, abbatte le distanze corporali; il gioco strategico (lo sport o anche quello da tavola) è invece l’ideale per insegnare regole quali il rispetto dei tempi, degli avversari, il mettersi alla prova, la lealtà;
  • Non deve perdere gli incontri con le maestre o dal pediatra. Naturalmente la vita quotidiana non sarà fatta solo di giochi o condivisioni spensierate, ma è fondamentale che un bravo papà si interessi anche dell’andamento scolastico del proprio figliolo o di un’eventuale visita dal pediatra, o ancora di un colloquio con altri educatori (sportivi, catechismo,…);

N.B. Se non siamo scesi nei dettagli, non è per non curanza. Semplicemente, sia che tu sia un padre con una figlia o un padre con un figlio o, ancora, un padre separato, tieni a mente che queste sono dritte universalmente valide.

Non esiste un manuale su come essere un bravo papà, ma…

Qualsiasi sia l’età del tuo erede, non ha importanza. Dovrai sempre fare i conti con dubbi e incertezze, che andranno di pari passo con la crescita di tuo figlio. Non esiste un manuale perfetto per essere un bravo papà, ma è interessante notare come negli ultimi anni il tema della paternità sia stato più volte affrontato in svariati romanzi e saggi: alcuni trattano delle difficoltà di essere padri e mariti, altri di come si stravolgono i rapporti di coppia con l’arrivo di un bebè o ancora di come ci si sente dinnanzi ad un adolescente. Come la metti metti, il tema della paternità ne fa da padrona e, soprattutto, si dimostra importante tanto quanto quello della maternità! Vogliamo allora concludere con un breve elenco dei migliori titoli in circolazione:

  • “Gli sdraiati”, Michele Serra (Feltrinelli, 12€)
  • “Il mio papà sa tutto”, Wendell Jamieson (Rizzoli, 15€)
  • “Mi è nato un papà. Anche i padri aspettano un figlio”, Alessandro Volta (Feltrinelli, 7€)
  • “Il padre infedele”, Antonio Scurati (Bompiani, 17€)
  • “Contro i papà”, Antonio Polito (Rizzoli, 14€)
  • “I papà vengono da Marte, le mamme da Venere”, Alberto Pellai (DeAgostini, 14€)
Le madri dicono sempre che quello dei genitori sia il mestiere più difficile del mondo. La penseranno così anche i padri? Come essere un bravo papà oggi? Fin troppo spesso troviamo in giro guide o articoli dedicati alla maternità, mettendo quasi in secondo in piano l’importanza della paternità. Ma del resto, quando nasce un bambino, nascono anche una mamma e un papà, quindi sono entrambi protagonisti indiscussi di questa meravigliosa esperienza. Oggi proveremo a rispondere alla fatidica domanda: come essere un bravo papà? Scoprirai che non è proprio una passeggiata, ma passo dopo passo, con amore e dedizione, ti renderai…

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