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Acetone nei Bambini: sintomi e rimedi

Considerato un disordine metabolico che agisce quando il corpo, bruciati gli zuccheri a disposizione, comincia a bruciare anche i grassi perché necessità di energia, l’acetone o chetosi è un disturbo momentaneo ma alquanto fastidioso, dal momento che può provocare diversi sintomi come ad esempio il mal di pancia o il vomito ed altri ancora. Solitamente si cura in poco tempo e senza conseguenze per il bambino con integratori, reidratanti orali e una dieta equilibrata. Oggi cercheremo di rispondere ad alcune domande inerenti a questo disturbo che interessa molti bambini. Cos’è l’acetone e come si sviluppa?   Cerchiamo innanzitutto di capire…

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Considerato un disordine metabolico che agisce quando il corpo, bruciati gli zuccheri a disposizione, comincia a bruciare anche i grassi perché necessità di energia, l’acetone o chetosi è un disturbo momentaneo ma alquanto fastidioso, dal momento che può provocare diversi sintomi come ad esempio il mal di pancia o il vomito ed altri ancora.

acetone nei bambiniSolitamente si cura in poco tempo e senza conseguenze per il bambino con integratori, reidratanti orali e una dieta equilibrata.

Oggi cercheremo di rispondere ad alcune domande inerenti a questo disturbo che interessa molti bambini.

Cos’è l’acetone e come si sviluppa?

 

Cerchiamo innanzitutto di capire bene cos’è l’acetone. Deve il suo nome ad un composto chimico (ovvero l’acetone) appartenente alla famiglia dei chetoni. Sono fondamentalmente delle sostanze che il corpo, nello specifico il fegato, produce quando si trova in fabbisogno energetico e non avendo a disposizione zuccheri, che per l’organismo sono la principale fonte di energia, brucia grassi. Una volta prodotti il corpo, per cercare di ridurne l’alta concentrazione, li elimina sia dai reni attraverso le vie urinarie sia dalle vie aree, ovvero dai polmoni, attraverso il respiro. In entrambi i casi, sia l’alito che la pipì del bambino hanno un caratteristico odore di frutta matura.

Questo processo fisiologico è ad esempio normale nei neonati, per il fatto che il latte materno con cui si alimentano i bambini presenta al suo interno una percentuale più alta di grassi che di zuccheri. In generale possiamo dire che le manifestazioni più evidenti di acetone riguardano la prima e la seconda infanzia, presentandosi più raramente fino ai 12 anni circa e sparendo infine con la pubertà. È opportuno sottolineare che esiste anche una certa predisposizione naturale, legata fondamentalmente alla costituzione del pupo e all’età (2-6 anni), per cui ci sono alcuni bambini che ne soffrono più di altri.

L’acetone non è un sintomo preoccupante e solitamente passa con la crescita. Per evitare che i bambini predisposti incorrano in questo disturbo è opportuno seguire in maniera costante una dieta ricca di carboidrati complessi come la pasta, a lento rilascio di glucosio nell’intestino, e il più possibile povera di grassi.

Le cause che possono portare all’insorgere dell’acetone nei bambini sono fondamentalmente legate:

  • Allo stress e alle emozioni intense.
  • Ad una condizione febbrile che porta con sé debolezza.
  • Al digiuno, ad esempio quello notturno, quando il bambino dorme. Quest’ultimo può essere causa di acetone nei bambini che al mattino lamentano una certa inappetenza, rifiutando possibilmente di ingerire la colazione che in realtà li aiuterebbe a sentirsi meglio.
  • Ad un eccessivo sforzo reiterato nel tempo.
  • Al diabete se vi è mancanza di insulina.
  • Ad una dieta eccessivamente ricca di grassi, come fritture, cioccolato, latticini ed eccessivamente scarsa di carboidrati quali pasta e pane.
  • Alle malattie congenite del metabolismo.

Tutti questi eventi sottopongono l’organismo a un maggior dispendio di energie e a un bisogno superiore di glucosio, elemento fondamentale per organi quali il cuore e il cervello.

Quali sono i sintomi dell’acetone nel bambino?

acetone nei bambiniIl tratto caratteristico, spesso anche il primo e l’unico che si presenta, grazie al quale puoi riconosce questo tipo di disturbo è l’alito del tuo bambino, che sa di frutta matura. Ci sono casi in cui oltre a questo odore caratteristico possono esserci altri sintomi quali:

  • Stanchezza
  • Inappetenza
  • Mal di pancia e mal di testa
  • Vomito che può essere sia causa che conseguenza dell’acetone
  • Lingua asciutta e ricoperta da una patina biancastra
  • Respiro profondo e più frequente

Cosa fare se il bambino ha l’acetone

Innanzitutto è necessario accertarsi che si tratti realmente di acetone. L’odore della bocca è già di per sé un chiaro sintomo. Per essere sicuri basta semplicemente raccogliere poche gocce di urina sulle apposite strisce di plastica, vendute in farmacia, la cui estremità nel giro di un minuto cambia colore segnalando la presenza o meno dell’acetone.

In presenza di vomito è opportuno contattare il pediatra per escludere altre patologie e poi:

  • Attendere un miglioramento spontaneo
  • Evitare di dargli cibi solidi per qualche ora
  • Fargli bere acqua o camomilla per reidratarlo, ma un po’ per volta e in maniera costante, in modo tale che non gli venga la nausea: inizia con un cucchiaino ogni 10 minuti e raddoppia la quantità ogni ora
  • Otto ore dopo l’ultima manifestazione di vomito inizia a reintrodurre alimenti leggeri
  • Ai bimbi più piccoli si possono somministrare anche soluzioni reidratanti, acquistabili in farmacia, e proseguire con l’allattamento a piccole dosi
  • Se il vomito non cessa allora puoi somministrare il Domperidone in supposte in base al peso del tuo bambino, leggi bene il foglietto illustrativo, comunque non più di due in un giorno
  • In presenza di febbre puoi usare il paracetamolo in supposte

Se il bambino non riesce a trattenere i liquidi e vomita allora sarà opportuno passare alle soluzioni glucoelettrolitiche iniettate direttamente in vena, per non rischiare la disidratazione.

Solitamente questo disturbo dura 24 o 48 ore al massimo con la regolare riattivazione della funzione gastrica.

Quali alimenti dare al bambino quando ha l’acetone

Se il bambino ha già iniziato lo svezzamento ti consigliamo di dare da mangiare al tuo piccolo pastina o crema di riso o semplicemente una patata schiacciata. Sappiamo che i carboidrati, per loro peculiarità, rappresentano un’ottima fonte di zucchero e favoriscono la progressiva diminuzione del vomito.

È poi necessario eliminare il latte e tutti i suoi derivati come formaggi e yogurt, almeno per qualche giorno. Dopo l’anno di età si possono dare al pargolo anche i cosiddetti grissini all’acqua che assorbono bene l’acetone o i biscotti per l’infanzia, ma non esageriamo con le dosi.

Sono inoltre consigliabili, se è già iniziato lo svezzamento, alimenti come il pesce e le carni bianche, anche sotto forma di omogeneizzati o liofilizzati. Una volta superata la crisi il tuo piccolo può tornare all’alimentazione abituale.

Se il bimbo è un po’ più grande ecco un altro breve elenco di cibi che si possono fare assumere al bambino quando sta male:

  • Latte parzialmente scremato o latte scremato
  • Riso o pasta
  • Camomilla o tè
  • Pane e fette biscottate
  • Carni bianche o pesce
  • Verdure sia crude che cotte
  • Semolino
  • Yogurt magro
  • Frutta
  • Legumi
  • Brodo vegetale

Evita invece alimenti come:

  • Latte intero
  • Biscotti o merendine
  • Burro
  • Salumi e insaccati
  • Frittura
  • Gelato e panna
  • Cioccolata
  • Carne rossa
  • Uova
  • Formaggio
  • Yogurt intero
  • Brioches
  • Maionese e crema

Infine ti consigliamo di accompagnare ogni cibo con tante tante coccole, perché quelle non bastano mai e non fanno mai male.

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