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gestire la rabbia dei bambini

6 consigli per gestire la rabbia dei bambini con calma

Anche i bambini, come gli adulti, si arrabbiano. I motivi possono essere diversi, fatto sta che spesso mamma e papà si trovano impreparati ad affrontare “l’ira funesta” del proprio bimbo che esplica, a volte anche in maniera violenta, un sentimento naturale quale è la rabbia che va compresa e non repressa da parte degli adulti.

Ma come comportarsi in questi casi: coccole e dolcezza? Pugno di ferro e un castigo? Cosa fare se il bambino si butta a terra urlando e scalciando? Cosa fare se è quasi diventato impossibile dirgli “no”? È meglio accontentarli, ignorarli o rimproverarli?

6 Pratici consigli per gestire la rabbia dei bambini

Oggi proviamo a darti sei consigli per gestire la rabbia dei bambini con calma, sì abbiamo detto calma, perché si sa questa è sempre la virtù dei forti. Quindi, ecco come fare se…

Se il bambino urla e scalcia

Mettere in punizione un bambino già arrabbiato non fa altro che alzare il livello di noradrenalina, sostanza come risaputo legata allo stress, facendo sì che il piccoli acutizzi i suoi atteggiamenti quali urla, calci e lancio di tutto ciò che si trova vicino. Queste manifestazioni fisiche della rabbia risultano essere le più difficili da controllare, soprattutto se avvengono in pubblico. Non cercare di reprimere la rabbia del tuo bambino, aiutalo piuttosto a incanalarla e a sfogarla nel modo più sicuro possibile per sé e per gli altri. Non chiedergli semplicemente di calmarsi, non solo non otterresti nulla, perché nel momento di rabbia non riuscirebbe comunque a controllarsi, ma probabilmente alimenteresti la sua stizza. Invitalo a saltare sul posto contando, fallo correre, dare un pugno al materasso, insomma fagli consumare energia e lo stress accumulato in modo controllato e sicuro. Quando si sarà calmato potrai ragionare con lui sull’accaduto, sempre con tono calmo e pacato, la tua rabbia infatti non farebbe altro che accrescere la sua.

Se il bambino morde

Per un bimbo mordere è una cosa naturale. Lo fa fin da quando è piccolissimo, perché proprio tramite la bocca inizia a prendere contatto con il mondo esterno. Crescendo, però, i morsi che inizialmente vengono dati anche per gioco o per un semplice contatto affettuoso, diventano anche un modo per esprimere frustrazione: non potendo esprimere a parole la rabbia, i bambini ricorrono a questo gesto a loro così familiare. Se un pupo fino a circa 18 mesi non è ancora in grado di rendersi conto che mordendo può fare del male, verso i 2/3 anni ha sicuramente acquisito questa consapevolezza. Pertanto, se continua a preferire i morsi alla parola, bisogna capire il motivo per cui lo fa e cercare di estirpare questa abitudine ribadendo con decisione che non si fa. Non basta ripeterlo una volta ogni tanto, perché il concetto diventi chiaro va ribadito ogni volta che il piccolo dà un morso.

Se i bambini litigano tra loro

Da sempre i bambini litigano, i fratelli lo fanno e questo non vuol dire che non provino dell’affetto l’uno per l’altro. Sentimenti come l’amore e la complicità vanno a braccetto con emozioni opposte quali l’ostilità e rivalità, perché nel rapporto tra fratelli vi è spazio per tutte le sfumature di amore. Non prendere mai le parti di uno dei tuoi bambini, lascia che siano loro a chiarirsi, incoraggia il dialogo e il confronto reciproco, affinché ognuno esprima il suo punto di vista liberamente e possano trovare insieme un punto di incontro e un modo per chiarirsi.

Se il bambino è arrabbiato non urlargli

Evita di rispondere alla rabbia del tuo bambino con comportamenti, quale ad esempio le urla, che non fanno altro che rafforzare questo sentimento negativo in lui. Cerca di porti in maniera calma e tranquilla, sappiamo che non è semplice, ma questo tuo atteggiamento ti aiuterà a calmare il bambino e a ritrovare il giusto equilibrio. Una volta passata la tempesta ti sarà possibile analizzare e cercare di capire con il bambino il motivo per cui si è arrabbiato, abituandolo così ad ascoltare se stesso e le proprie emozioni, esternandole in maniera pacifica.

Se il bambino è arrabbiato non lasciarlo solo

Non allontanarti dal tuo piccolo quando è molto arrabbiato, resta con lui e fagli capire che rispetti il momento che sta vivendo, che sei lì per lui e che accetti la manifestazione di questo sentimento poco piacevole. Se il tuo bambino, però, non vuole che tu rimanga, rispetta la sua decisione e allontanati quanto basta per lasciargli spazio e modo di calmarsi. Una volta ritrovata la serenità, il dialogo è la soluzione migliore per cercare di capire il perché il piccolo ha preferito allontanarti e rimanere solo.

Se il bambino si arrabbia non etichettarlo

In caso di sfuriate, non etichettare un bambino con termini quale: rabbioso, irascibile o iroso. Cerca piuttosto di capire cosa c’è dietro questo sentimento e questa reazione così forte. Non affibbiargli un’etichetta che potrebbe portarsi dietro come un macigno, facendo sì che un suo comportamento identifichi la sua persona.

Coccole e abbracci

La rabbia, così come altre emozioni, è una tappa importante della crescita del bambino che si comincia a manifestare intorno ai due anni e che per le sue manifestazioni improvvise e a volte pittoresche e incomprensibili lascia di stucco mamma e papà. Non c’è quindi da preoccuparsi, la rabbia è un segnale positivo che indica che il bambino sta diventando grande, sta scoprendo il proprio io e comincia a capire e stabilire cosa vuole e cosa non. Questo non vuol dire, ovviamente, che in qualche modo vada comunque regolata.

Le coccole e gli abbracci sono i migliori amici dei bambini. È provato, infatti, che i sorrisi e le carezze fanno alzare i livelli di ossitocina nel corpo generando una sensazione di benessere, che viene meno se il livello di ossitocina nel sangue è più basso. Alcuni bambini, infatti, riescono a trovare la calma grazie ad un abbraccio che contiene e dà sicurezza al contempo, permettendo al piccolo di ritrovare la calma dopo l’eccesso di rabbia. Questo gesto affettuoso funziona però se sei calmo e riesci a trasmettere questo stato d’animo al bimbo agitato con parole dolci e rassicuranti atte a ristabilire la calma e la tranquillità.

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Anche i bambini, come gli adulti, si arrabbiano. I motivi possono essere diversi, fatto sta che spesso mamma e papà si trovano impreparati ad affrontare “l’ira funesta” del proprio bimbo che esplica, a volte anche in maniera violenta, un sentimento naturale quale è la rabbia che va compresa e non repressa da parte degli adulti. Ma come comportarsi in questi casi: coccole e dolcezza? Pugno di ferro e un castigo? Cosa fare se il bambino si butta a terra urlando e scalciando? Cosa fare se è quasi diventato impossibile dirgli “no”? È meglio accontentarli, ignorarli o rimproverarli? 6 Pratici consigli…

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